Un_cammino_arduo

Un cammino arduo tra sogno e realtà

5 su 5 in base a 3 valutazioni del cliente
(3 recensioni dei clienti)

20.00€

Il libro narra il progressivo cammino di un ragazzo che insegue il sogno di una carriera ambiziosa, passando attraverso il ricordo delle sue passioni, degli amori e delle audaci imprese giovanili, ma anche dei piaceri e dei dolori dell’età matura. Guidato dall’amore per il suo Friuli, l’autore descrive gli anni meravigliosi vissuti nella sua terra d’origine, e poi quelli trascorsi nella città in cui si trasferì appena diciottenne, in un momento sociopolitico difficile. Egli ha voluto raccontare i momenti della propria vita che lo entusiasmarono per la loro bellezza e originalità, immaginando di consegnarli a qualcuno che li potesse condividere e poi trasmettere. Come in ogni storia personale, leggendola si potranno cogliere delle ombre, ma esse non attenuano le molteplici luci che costellano il luminoso percorso di quegli anni; tra queste, emergono i successi nel lavoro e nella famiglia, che resero il cammino del protagonista meno arduo e più significativo.

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3 recensioni per Un cammino arduo tra sogno e realtà

  1. 5 di 5

    :

    Ciao Roberto Tedesco…Sono quasi alla fine del libro…un’esperienza di lettura davvero interessante…diversa dalla solita autobiografia…che merita di essere segnalata…Penso di esprimere la mia opinione attraverso una recensione, appena terminata la lettura.

  2. 5 di 5

    :

    MARIA PACE – scrittrice

    Ecco la mia Recensione alla splendida Autobiografia di Roberto TEDESCO
    “Un cammino arduo, fra sogno e realtà”

    Biografia o Autobiografia è la narrazione della vita di una persona. E’ il resoconto, è la storiografia di una persona.
    E questa è la storia della vita di Roberto TEDESCO.
    Non si tratta, però, soltanto di sterili o scarne citazioni di episodi o di eventi più o meno importanti della sua vita, ma della cronaca del contesto familiare, sociale e culturale in cui si collocano quegli eventi e soprattutto l’incidenza che tali eventi hanno avuto su di lui.
    E ciò fa di questa autobiografia un “libro di costume” attraverso cui il lettore ha il piacere di assaporare un modo ben specifico di raccontare le vicende umane.
    E’ un libro, questo, che meriterebbe uno studio ed un’indagine più approfondita di una semplice recensione, ma sarà lo stesso autore a condurre il lettore verso una conclusione più stimolante. Per ora è già gratificante per il lettore, scoprire il ruolo giocato dal costume e dalla consuetudine, attraverso cui l’autore mette a nudo lo spirito, lo stile di vita e le tendenze di un’epoca.
    Lo fa attraverso i tanti personaggi, le situazioni e l’amore per la sua terra.
    L’amore per la sua terra! … Lo si coglie fin dalla Introduzione del libro:
    “In una valle circondata da massicci rocciosi che non hanno eguali al mondo, immersa nelle verdeggianti pinete bagnate dalle gelide acque dei ruscelli provenienti dai ghiacciai eterni, sorge un tranquillo paesino delle Dolomiti, a metà strada tra Predazzo e Canazei.”
    E’ un incipit favoloso che mi ha riportata fra i banchi di scuola ed al celeberrimo
    “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, “del Manzoni.
    E qui scopriamo il narratore capace di trascinare il lettore attraverso un percorso fatto di sogni, ideali, speranze, delusioni, sconfitte, vittorie, gioie, dolori.
    E lo fa con uno stile sciolto, elegante, riservato e al contempo trascinante e coinvolgente. Lo fa attraverso il racconto dell’immagine del quotidiano… del suo quotidiano, scandito dagli eventi e dal contesto in cui vive: la guerra e i suoi orrori, la famiglia e il suo valore e poi la scuola, l’oratorio, la maturità, il primo amore, il matrimonio, il lavoro, l’affermazione, la pensione.
    E’ un racconto diviso in sequenze ben precise:

    L’infanzia: la nascita, le ricorrenze religiose, la scuola, gli hobby, la campagna… la finestra… la finestra, che gli permette una narrazione quasi bucolica:
    “… dalla finestra sovente mi attardavo ad osservare qualche brandello di vita quotidiana. Vedevo il lento andirivieni dei carri trainati dai buoi con la schiena fumante, che portavano il letame nei campi da arare… sentivo il muggire delle vacche…ascoltavo il bisbigliare delle ragazze quando tornavano dalla funzione religiosa…”

    La giovinezza: Milano, i primi amori, Roma e il servizio militare, la diga sul fiume Vajont…
    Evento, questo, che lo colpisce profondamente e rende critica e drammatica la sua narrazione:
    “… resta il rammarico che l’immane sciagura poteva essere evitata, bastava che si fosse tenuto conto del parere degli esperti… Le vittime riposano a Fortogna. Il cimitero è un immenso prato verde sul quale poggiano 1910 cippi marmorei bianchi…”

    La maturità: gli obiettivi, le scelte, il matrimonio, i lieti eventi.
    Il matrimonio… e la narrazione si fa seria:
    “… decisi di portare all’altare la “bella brianzola”, la ragazza con la quale ero fidanzato da dieci anni, che attese con fiducia il mio congedo dal servizio militare, che mi sostenne negli anni in cui frequentai la scuola per conseguire il diploma e infine, che mai dubitò dei miei sentimenti…”
    Oppure accorata e commossa, alla nascita del primo figlio dopo un difficilissimo travaglio:
    “… un pianto liberatorio si impossessò di me… ero immensamente felice e commosso.”

    La carriera: Il Gruppo Brianzolo, la Fiera di Parigi, la caduta e la rinascita, la morte del padre…
    E la narrazione si fa tecnica:
    “… mi fu affidato un incarico specifico… sostituivo il direttore delle vendite che si era dimesso, ma senza assumerne il titolo e le prerogative…”

    L’intraprendenza: L’imprenditore… L ’imprenditore rampante…Gli imprenditori europei…
    I figli crescono… la scuola… le dimostrazioni d’affetto. Il figlio Gianluca… la figlia Elena… lo scioglimento anticipato senza messa in liquidazione della società… la serena vita da pensionato con la moglie Teresa.
    L’orgoglio di padre…
    “Se fossi un poeta, di mia figlia Elena canterei le doti in versi, ma sono solo un papà scribacchino che desidera raccontare la propria storia sottovoce, senza pretendere che qualcuno la legga…”
    E con questa meravigliosa dichiarazione d’amore, io termino la mia dimostrazione di stima verso l’autore di questo libro.

  3. 5 di 5

    :

    RECENSIONE di Alessandra Angelo-Comneno al libro “Un cammino arduo tra sogno e realtà” di Roberto TEDESCO -22/12/ 2015 – Edizioni Simple

    “In una valle circondata da massicci rocciosi che non hanno uguali al mondo, immersa nelle verdeggianti pinete bagnate dalle gelide acque dei ruscelli provenienti dai ghiacciai eterni, sorge un tranquillo paesino delle Dolomiti, a metà strada tra Predazzo e Canazei. Una piccola località turistica attraversata dal torrente Avisio che, rompendo i suoi flutti contro i massi disseminati lungo il greto, crea un mormorio armonioso che risuona nelle silenziose notti montane…”
    Con una descrizione che immediatamente mi ha ricordato “l’addio ai monti” nei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, Roberto Tedesco inizia il suo racconto, portandoci con delicatezza, in uno stile semplice, ma fluido ed accurato, all’interno della sua vita.
    Roberto è bambino nell’immediato dopo guerra e vive in una famiglia contadina del Friuli, unita da profondo rispetto ed affetto. Il padre si aspetta che Roberto acconsenta, una volta diventato adulto, a lavorare la terra come lui stesso fa da una vita, ma il bambino, pur aiutandolo di tanto in tanto, ha ben altri sogni e progetti in testa e, con determinatezza ed acume, trova la strada, lentamente, ma con una tenacia inusuale, di trasformare quei sogni, in realtà. Lavoratore e studente, curioso e oltremodo volenteroso, ha un gran desiderio di imparare e non disdegna certo occupazioni semplici pur di incominciare a guadagnare. Queste, gli fanno comprendere ancora meglio quanto sia in salita la strada che desidera percorrere e, soprattutto, che per arrivare in cima, deve fare una scelta coraggiosa: abbandonare la sua famiglia, il suo paese, la vita faticosa ma semplice dei campi, ed andare a “cercar fortuna” in una grande città, Milano.
    E’ in questa città che comincia veramente “un cammino arduo tra sogno e realtà” che Roberto Tedesco inizia a percorrere, condividendo con il lettore le sue esperienze, le sue gioie e le sue delusioni. Attraverso le sue parole, oltre che addentrarci in quello che è stata la sua vita durante qualche decennio, ci immergiamo in un’Italia che, distrutta dalla guerra, aveva affidato la sua ripresa economica a persone coraggiose ed intraprendenti come Roberto. Per chi ha vissuto durante quel periodo, leggere il libro di Roberto Tedesco sarà come fare un tuffo nel passato quando ci si sentiva ricchi se solo si possedeva una bicicletta o una “Vespa” e per chi, invece, è più giovane, sarà utile la lettura di questo testo per poter comprendere che nulla di quello che abbiamo è scontato, ma, al contrario, frutto di duro lavoro.

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