San_Claudio_Ovvero

San Claudio al Chienti ovvero Aquisgrana

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L’origine e la funzione della cosiddetta “abbazia” di San Claudio al Chienti (Corridonia – Macerata)sono da sempre un enigma storico reso più ingarbugliato dalla singolare architettura del complesso monumentale. D’altra parte la ricostruzione dell’assetto etnico-politico-culturale del Piceno nei secoli IX e X risulta per tanti aspetti ancora problematica. Il lavoro di Giovanni Carnevale, docente di storia dell’arte, offre ora nuovi spiragli all’indagine. L’ipotesi avanzata dall’autore è senza dubbio sorprendente, ma le prove fornite e gli interrogativi posti la rendono estremamente interessante, un “quid” che storici e archeologi in primis dovranno approfondire. Di che si tratta? L’Abbazia di San Claudio sarebbe ciò che rimane della cappella di Aquisgrana e la valle del Chienti il centro dell’Impero carolingio. Il recupero dell’identità sorica di Aquisgrana coc la collocazione nel cuore del Piceno permette all’autore anche di rivalutare l’ampio patrimonio archeologico altomedievale presente nel maceratese, finore poco valorizzato per l’impossibilità di agganciarlo a  un ben definito ambiente storico-culturale. Una tesi avvincente, ma un terremoto per la cultura ufficiale. Come è stata possibile tanta confusione per quasi un millennio? L’autore non ha dubbi: si tratta di un vero e proprio caso di “depistaggio storiografico”. Se confermato, comunque, occorrerà riscrivere tutta la storia dell’Alto Medioevo, comprese le origini del romanico.

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