Marginal

Valutato 3.50 su 5 su base di 2 recensioni
(2 recensioni dei clienti)

10.00

Marginal, pronuncia mar-ji-nau, significa delinquente in portoghese.
Nel libro scorre una carrellata di piccole storie scritte da un italiano che ha vissuto in Brasile per decenni. Sono sedici racconti in forma di affreschi, quasi delle fotografie.
Ho letto altri suoi libri in passato, e la prima definizione, seppur contraddittoria, che mi viene in mente per definirli è questa: “Candido cinismo condito da umanità.”
Marginal non è un romanzo, non è un reportage e contiene giusto un pizzico di immaginazione qua e là che contribuisce a rendere il lavoro quel tanto naïf che basta, si tratta infine di un vivido resoconto di strada.
Ancora una volta storie reali, dense di violenza, peraltro endemica del paese sudamericano.
Si scrive della vita di chi è vittima delle armi, sia perché le tiene nel pugno sia perché se le vede puntare addosso.
La vita di chi fugge dai suoi incubi, dalle sue debolezze dal sapore di alcool e dalle sue illusioni di polvere bianca.
Marginal, ci propone senza fronzoli storie e spaccati di una vita vissuta pericolosamente.
dalla presentazione di Paolo Bianchi

2 recensioni per Marginal

  1. Valutato 3 su 5

    Rino “88” Rossi

    Ho letto il libro oggi, scorrevole, storie maledette, sembra che il protagonista viva pericolosamente, quasi cercasse inconsciamente una “bella morte”, come quella narrata dall’ex RSI Carlo Mazzantini.

  2. Valutato 4 su 5

    Fabio

    Racconti realistici, scorrono via rapidamente, lasciando il lettore con un gusto di saudade.

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