L’eroe di carta

25.00

Anna ha appena concluso un lungo anno sabbatico dopo aver terminato il liceo. È una ragazza in preda alla confusione. Questo la rende un essere feroce, imprevedibile e allo stesso tempo smarrito. Le sue azioni diventano come dei percorsi e questi ultimi la porteranno a scoprire due verità in enorme conflitto. Antonio è uno scrittore di successo. Uno scapolo irriducibile che da valore alle passioni solo perché bruciano velocemente. Nel momento in cui è costretto ad affrontare le implicazioni di un incidente stradale, diventa un fuggitivo e decide di puntellare con la menzogna tutto ciò che ha costruito nel tempo attorno a lui. Agata è una professoressa di liceo. Il suo mondo perfetto implode quando viene lasciata dal marito per una donna più giovane. Il senso di abbandono la spinge a rifugiarsi dentro un errore imperdonabile, quello di farsi sedurre da uno studente. Travolta dagli eventi, compierà azioni scellerate che produrranno effetti sempre peggiori. Questi tre personaggi vengono in contatto per l’intervento del destino e riconosco l’uno nell’altro lo stesso tipo di tormento. Questo li avvicina e li spinge a esorcizzare il peso dei loro segreti, dando vita ad un eroe figlio di una contraddizione. Sì, perché l’eroe in questione agisce nel concreto pur essendo impalpabile. Non possiede poteri straordinari e nemmeno muscoli scolpiti, bensì è estremamente fragile in quanto fatto di carta. Migliorandosi nelle circostanze, compierà azioni sbalorditive e piene di altruismo, finché il “male”, che si è sempre annidato nelle trame del passato dei tre protagonisti, non lo avrà individuato come suo antagonista. A questo punto si verificherà la più classica delle lotte, quella del bene contro il male. Tutti i conti in sospeso andranno saldati, fino ad un epilogo sorprendente, perché non esiste niente di meglio di una sensazione definita che si perde nell’indefinito. La narrazione corre sulla linea ambigua che separa ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, creando un intreccio di sensazioni contrastanti. Siamo abituati a vedere il bene e il male come valori assoluti dentro un contesto generale. Ma non è sempre così facile comprenderne le distinzioni.

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