La disapplicazione degli atti da parte del Giudice Amministrativo

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In questo lavoro trattiamo della disapplicazione dell’atto amministrativo illegittimo, ai sensi dell’art 5 L. 2248/1865 allegato E (Legge Abolizione Contenzioso, di seguito L.A.C.) Viene lambito anche l’istituto della non applicabilità Corte Costituzionale, (di seguito C.COST.) 285/1990, delle norme interne, quando sono in contrasto col diritto dell’Unione Europea (già Comunità Economica Europea). Istituto, quest’ultimo, cui devono attenersi tutte le Pubbliche Amministrazioni e tutti i Giudici, secondo l’interpretazione costante datane dalla riferita Corte (fra le tante C.COST. 10/11/1994, n. 384; 7/11/1995 n. 482; 168/1991; 389/1989 e 170/1984). Conf. CDS V, 54/1996; VI, 4/10/2002 n. 5242; C.GIUST. CEE C-103/1988; C-224/1997. Così detta applicazione diretta del diritto U.E.
Dello stesso autore ed editore:
Ingiuria, offensività, scriminante del diritto di critica, p. 298.
Il contratto a termine dopo la riforma Fornero e il decreto legge 76/2013. 2013, p. 31.

4 recensioni per La disapplicazione degli atti da parte del Giudice Amministrativo

  1. Valutato 5 su 5

    Donovan Bravoindia

    Lavoro di 130 pagine composto di due parti. La prima, di 24 pagine, riguardante la disapplicazione incidentale degli atti amministativi illegittimi da parte del giudice civile e penale, con premesse teoriche e molteplici casi giurisprudenziali pratici, evidenziati in maiusoletto, di disapplicazioni e macate disapplicazioni.La seconda più nutrita parte, relativa alla disapplicazione incidentale d’ufficio e anche per la prima volta in appello, dei regolamenti illegittimi e talvolta anche dei provvedimeti amministrativi generali illegittimi, da parte del giudice amministrativo.A pagg. 121/122 è riportato un comodo indice sommario alfabetico, per argomento, composto di 55 grandi voci.Esempi: -bandi di gara; -circolari; -danno (risarcimento del), -disapplicazione per qualsiasi vizio; -irragionevolezza; -tributaria; -fonti del diritto(violazione gerarchia delle); -linee guida ANAC, – N.T.A.;-potere/dovere/obbligo disapplicazione; P.R.G.;-responsabilità P.A.;-rete telecomunicazioni.In appendice testo di legge,abbondante e recente giurisprudenza del Consiglio di Stato e vasta bibliografia.

  2. Valutato 5 su 5

    Mario Rossi

    Dati i pochi caratteri a disposizione per la recensione,onde descrivere l’opera, al fine di poterla apprezzare al meglio, se ne riporta di seguito l’indice generale. La disapplicazione degli atti da parte del Giudice ordinario. Disapplicazione,origini,aspetti generali.
    Disapplicazione nel processo civile. Disapplicazione nel processo civile sulle sanzioni amministrative. Casi pratici: disapplicazione.
    Casi pratici: mancata disapplicazione. Disapplicazione nel processo penale. Casi pratici: disapplicazione. Casi pratici: mancata disapplicazione; pag.24. Parte II ^ La disapplicazione degli atti da parte del Giudice Amministrativo.
    Consiglio di Stato V, 68/1936,disapplicazione regolamenti illegittimi ex art.5 L.A.C; giurisprudenza contraria successiva fino al 1991. Dottrina favorevole pag.25. Consiglio di Stato V, 154/1992,la svolta,disapplicazione citata. Consiglio di Stato dal 1992 in poi,disapplicazione citata,vertendosi solo su lesione di diritti soggettivi. Consiglio di Stato dal 1995 in poi,disapplicazione citata,vertendosi anche su interessi legittimi. Possibile disapplicazione dei soli atti amministrativi normativi (regolamenti) e non di altri atti amministrativi; pag.86. Consiglio di Stato casi di mancata disapplicazione. La disapplicazione di norme regolamentari illegittime,rilevabile d’ufficio dal giudice amministrativo anche in appello. Consiglio di Stato VI, 677/2018,rimessione all’adunanza plenaria circa la possibilità di
    disapplicazione officiosa di regolamento illegittimo in appello. Consiglio di Stato ad. plen. 9/2018 risponde glissando. Giurisprudenza sulla rilevabilità officiosa della disapplicazione, anche per la prima volta in appello.Conclusioni. Indice sommario per argomento della parte II^pag.121. Appendici: Artt. 2,4,5 L.20/3/1865 n.2248 all E (L.A.C.).Giurisprudenza. Bibliografia, pag.125

  3. Valutato 5 su 5

    Annalisa Trionfetti Salvi

    L’approfondimento giuridico in esame, può essere efficacemente riassunto nelle seguenti conclusioni dell’autore. Come si è visto, il legislatore nel 1865, ha riformulato un principio generale già implicito nel sistema, con la chiara disposizione dell’art. 5 L.A.C.:” le autorità giudiziarie applicheranno gli atti amministrativi ed i regolamenti generali e locali in quanto siano conformi alle leggi”. Nel 1889 è stata introdotta la IV sezione del Consiglio di Stato ed è cominciata in Italia l’istituzione della giustizia amministrativa. La IV sezione, con la sentenza del giugno 1897 citata, rivendica la: «potestà di conoscere e decidere della legittimità o meno dell’atto generatore del diritto, cui si riattaccano le questioni». Disposizione osservata, quanto ai regolamenti, fino alla riferita sentenza n. 68 del 1936, della V sezione, secondo cui: «il giudice aministrativo al pari di quello ordinario, deve applicare i regolamenti locali solo in quanto obiettivamente siano conformi alle leggi». Come esposto, la deriva è iniziata dal 1941 in poi, con la segnalata sentenza n. 93, sempre della V sezione, la quale limitava la disapplicazione dei regolamenti illegittimi: ”solo nei casi in cui l’illegittimità dell’atto venga dedotta in via di eccezione, in giudizi nei quali sia fatta valere una pretesa fondata sull’atto stesso”. Dal 1941 al 1991, malgrado la scienza giuridica fosse contraria, il giudice amministrativo ha di  fatto paradossalmente disapplicato la legge legittima, facendo prevalere gli atti amministrativi ed i regolamenti palesemente illegittimi,  poiché non impugnati tempestivamente. Solo nel 1992, sempre la V sezione, sotto la poderosa influenza della non applicazione delle norme interne contrastanti col diritto della C.E.E. e con la riproposizione legislativa della disapplicazione anche nel processo tributario, riporta un po’ di legalità nei processi amministrativi, ammettendo la disapplicazione incidentale, anche d’ufficio, dei regolamenti eventualmente illegittimi. Ciò esclusivamente nei casi di giurisdizione relativa ai diritti soggettivi. Con la sentenza n. 1332 del 1995, sempre della V  sezione del Consiglio di Stato, si estende il potere/dovere/obbligo di disapplicazione incidentale d’ufficio delle norme regolamentari eventualmente illegittime: ”in ogni caso, anche quando si verte in materia di interessi legittimi” e così di seguito, tendenzialmente fino ad oggi. (Aprile 2019). Nel 2018, la VI sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza/ordinanza n. 677, esaminando la questione dei direttori dei musei  provenienti dai paesi dell’U.E. (libera circolazione dei lavoratori in ambito U.E.), si è incartata in sé stessa e sembra aver perso lucidità. Infatti, pur avendo essa medesima in precedente analoga occasione ed anche altre sezioni (sentenze n. 475/2016 e n. 6250/2018 sezione IV), definito la questione de plano, senza difficoltà, come illustrato, si è  domandata:” non sembra possibile che a vantaggio del soccombente si possa disapplicare una norma regolamentare, in assenza  di uno specifico motivo d’appello” rinviando la questione all’adunanza plenaria. Come evidenziato, la plenaria, con la sua citata sentenza n. 9/2018, ha prontamente risposto: “Il Collegio osserva al riguardo che i presupposti individuati nella  sentenza/ordinanza n. 677/2018 non trovano puntuale riscontro in atti…in particolare: – non rileva ai fini della definizione del giudizio la questione della possibilità di rilevare ex officio in grado di appello il contrasto fra una disposizione nazionale e una disposizione  eurounitaria e di disporre conseguentemente la disapplicazione officiosa della prima, in quanto tale questione era stata in effetti concretamente dedotta nell’atto di appello (e non richiede quindi alcun rilievo officioso)”. “Fino a pochi anni fa, i giudici amministrativi escludevano di poter utilizzare la disapplicazione, nonostante i consensi di cui l’ipotesi godeva nella scienza giuridica. Con l’art. 7.5 D.Lvo 546/1992, alle Commissioni tributarie è fatto obbligo di disapplicare i regolamenti e gli atti amministrativi generali illegittimi, rilevanti ai fini della decisione circa un atto applicativo, salva l’eventuale impugnazione nella diversa sede competente.Nello stesso periodo, (anche per effetto della generalizzata non applicazione del diritto interno in contrasto con quello della C.E.E.) i giudici amministrativi hanno cambiato orientamento riguardo alla disapplicazione, avvalendosi di questo rimedio nei confronti dei regolamenti – Consiglio di Stato V, 154/1992 ss.- Questo revirement ha incrinato la condizione unitaria in cui i regolamenti e gli atti amministrativi generali versavano. Traendo spunto dalla loro omogeneità funzionale, non resta che ammettere la disapplicazione anche per gli atti amministrativi generali. (Come si è visto), dal momento che la L.A.C. (dispone unitariamente sia per la giurisdizione ordinaria che per quella amministrativa, ed) equipara gli atti amministrativi ai regolamenti, ai fini della disapplicazione da parte del giudice ordnario; ove non risultino conformi alle leggi, se ne potrebbe inferire che, se il giudice amministrativo. ha la potestà di annullamento, che è più incisiva, possa essergli riconosciuta anche quella di disapplicazione. (DELLA CANANEA)”.= In copertina la foto del Magistrato Guido Galli, educatore al valore della legalità e padre di famiglia. Ucciso il 19 marzo 1980.

  4. Valutato 5 su 5

    Silvio Defeliciti

    Nella seconda parte,la monografia approfondisce l’intera materia indicata nel titolo.Se ne riporta l’opportuno indice sommario alfabetico. Per ogni argomento vengono richiamate le pagine di giurisprudenza e dottrina ove lo stesso è trattato.- Accesso agli atti (diritto di).– Annullamento governativo di atti. – A.T.A. personale. –Atti amministrativi generali, definizione. -Atto amministrativo puntuale, non disapplicabile. – Atto invalido/invalidità. -Atto nullo. –Autotutela. –Avvocato/avvocati. –Avvocati dello stato. –Bandi di gara. –Brocardo sul diritto. –Carabinieri. –Certezza del diritto. –Circolari. –Civitanova Marche. –Conformativo (effetto c. del giudicato). –Contradditorio preventivo con le parti ex art 73 C.P.A. non necessario. –Corrispondenza chiesto pronunciato. –Danno (risarcimento del).
    [DISAPPLICAZIONE: – figlia deforme. –Istituto generale valido per tutti i giudici civili, penali, amministrativi, tributari. –Officiosa/ufficiosa dei regolamenti. –Razionalità (criterio disapplicativo regolamenti). –Ragionevolezza (criterio disapplicativo regolamenti). –Regolamento, non richiede integrazione contradditorio con autorità emanante. –Tributaria].
    –Fonti del diritto (gerarchia delle). –Guardia di finanza. –Giustizia amministrativa è giurisdizione. –Jura novit curia. -Lavoratori università. –Legalità. –Legittimità (presunzione di l. degli atti amministrativi). –Linee guida ANAC. –Macerata provincia. –Militari. –N.T.A. –Petitum (disapplicazione nascosta nel). –Piano localizzazione edicole. –Polizia mortuaria (regolamento di). –Poliziotti e aspiranti tali. –Potere/dovere/obbligo disapplicazione. –P.R.G. –Regolamenti immediatamente lesivi impugnabili sono entro 60 giorni. –Regolamenti (definizione). -Regolamenti spacciati dal governo per atti amministrativi generali. –Regole del vivere civile. –Responsabilità P.A. –Rete telecomunicazioni. –Segretari comunali. –SS.gg.ss. –Stabilità dell’azione amministrativa. –Vizi dei regolamenti disapplicati.

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